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Etichettatura errata dei prodotti ittici: il caso di Singapore 

L’errata etichettatura dei prodotti è un problema crescente e riconosciuto nel settore ittico. L’aumento della richiesta, le lavorazioni che portano alla perdita delle caratteristiche morfologiche distintive delle diverse specie e una catena di approvvigionamento globale e complessa sono aspetti che possono facilitare l’insorgere di errori in tutta la filiera produttiva. 

La sostituzione, più o meno accidentale, di specie ittiche ha un forte impatto non solo dal lato economico ma anche sul fronte della salute dei consumatori.  Ad esempio tali errori possono portare al consumo accidentale di specie tossiche o contenenti elevati livelli di tossine ambientali

Diversi problemi insorgono anche dal punto di vista della sostenibilità ambientale.  La vendita di pesce proveniente da stock gestiti in modo non sostenibile o di specie in pericolo di estinzione influisce negativamente sulla conservazione delle risorse marine. Inoltre l’errata etichettatura dei prodotti può distorcere i dati relativi alla reale abbondanza di pesce negli oceani, rendendo più difficile stabilire e far rispettare quote di cattura sostenibili.

Per questi motivi negli ultimi anni sono molti gli studi scientifici che si sono interessati all’argomento, tra i più recenti troviamo l’indagine svolta dai ricercatori dell’Università Nazionale di Singapore. 

Lo studio 

Per lo studio in questione sono state utilizzate le analisi genetiche, in particolare il DNA barcoding, per verificare la corretta etichettatura di prodotti acquistati in ristoranti e supermercati situati nel territorio di Singapore. 

Le analisi sui 96 campioni raccolti hanno rivelato un tasso di etichettatura errata del 25,8%. Questa è stata individuata esclusivamente nei prodotti  preconfezionati provenienti dai supermercati. 

Di seguito alcuni degli errori più comuni:

  • Prodotti venduti come “merluzzo” si sono rivelati Dissostichus eleginoides (Nototenide della Patagonia)
  • Prodotti venduti come  “spigola” si sono rivelati Lates calcarifer (Barramundi) o Dissostichus eleginoides (Nototenide della Patagonia)
  • In diversi campioni erroneamente etichettati è stata individuata la specie Pangasianodon hypophthalmus riportata come specie in via di estinzione nella lista rossa dell’Unione internazionale per la conservazione della natura (IUCN) e venduta sotto il nome generico di Pangasio.

Questo studio, come altri pubblicati in precedenza, mette in luce la necessità di una legislazione chiara e condivisa in grado di regolamentare il settore ittico a livello internazionale limitando così le possibilità di intercorrere in errori di questo genere. 

Il DNA barcoding  ancora una volta si è dimostrato l’unico strumento in grado di identificare in modo chiaro le specie in ogni punto della filiera produttiva, dal peschereccio fino agli scaffali dei supermercati. 

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