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Analisi genetiche per i prodotti fitoterapici, l’evoluzione degli ultimi 10 anni.

Gli effetti benefici delle piante officinali sono conosciuti dall’uomo fin dall’antichità. Oggi queste sono utilizzate da circa l’80% della popolazione globale e i loro principi attivi sono riconosciuti dalle diverse farmacopee. 

Al crescente consumo dei prodotti fitoterapici si accompagna la necessità di effettuare controlli sempre più rigorosi in grado di garantirne la qualità. Problemi di adulterazione, sostituzione e contaminazione potrebbero infatti avere riscontri negativi sulla salute dei consumatori o ridurre la concentrazione di metaboliti bioattivi all’interno del prodotto finito, riducendone l’efficacia. 

L’identificazione univoca, certa e veloce delle materie vegetale è indispensabile in questo campo e il DNA barcoding, negli ultimi anni, si è rivelato un ottimo alleato. 

In una ricerca pubblicata sul Giornale brasiliano di farmacognosia sono stati esaminati 366 studi scientifici sul tema delle piante medicinali, pubblicati nell’ultimo decennio, nei quali è stata utilizzata la tecnica del DNA barcoding. 

Dall’analisi emerge che il DNA barcoding è una metodologia efficace, rapida, accurata ed economica per l’identificazione e l’autenticazione di specie di erbe medicinali.  

Nel corso degli anni la tecnica è stata oggetto di un continuo miglioramento anche grazie all’individuazione, allo studio e alla combinazione di nuovi marcatori, cioè i tratti o sequenze distintivi delle diverse specie, e alla continua crescita delle banche dati internazionali. Quest’ultime mettono a disposizione della comunità scientifica e delle realtà aziendali di tutto il mondo informazioni aggiornate e organizzate, accessibili, indispensabili per la riuscita dell’analisi. 

Oltre il DNA barcoding

I prodotti erboristici sono spesso sottoposti a complessi processi come l’estrazione, irrorazione, la lisciviazione e la purificazione. Si tratta di lavorazioni intensive che portano alla distruzione della struttura del DNA, rendendone difficile l’estrazione e l’amplificazione.

Un DNA di buona qualità è fondamentale per le analisi molecolari che consentono di identificare e autenticare le piante medicinali. Per questo motivo, sono state studiate e ottimizzate nuove tecniche per far fronte alle difficoltà riscontrate.  

Queste tecniche sono ad esempio il mini-barcoding e il metabarcoding

La prima si basa sull’analisi di sequenze di DNA più piccole rispetto a quelle richieste dalla tecnica del DNA barcoding. Questa si dimostra utile per superare le problematiche che insorgono in caso di DNA degradato e frammentato.

La seconda, il metabarcoding, è invece una tecnica che consente di identificare contemporaneamente più specie di piante presenti in un unico prodotto. Con questo approccio è stato possibile identificare la composizione di prodotti erboristici trasformati e multispecie.   

In altri casi la tecnica del DNA barcoding è stata utilizzata in combinazione con altri metodi analitici come la cromatografia, LC-MS (cromatografia liquida-spettrometria di massa), HPLC (cromatografia liquida ad alte prestazioni) e TLC (cromatografia su strato sottile) aumentandone così l’efficacia. 

Negli ultimi 10 anni anche in FEM2-Ambiente abbiamo visto crescere l’uso delle analisi genetiche in campo fitoterapico. Dalla nostra nascita ci occupiamo infatti di DNA barcoding applicato alle piante officinali e abbiamo potuto seguire tutti gli sviluppi legati a questa tecnica, approcciandoci anche a nuove metodologie come il mini-barcoding e il metabarcoding, rafforzando e accrescendo la nostra esperienza.