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Tassonomia, filogenesi, biodiversità e DNA, come interagiscono tra di loro?

Tassonomia e filogenesi: qual è la differenza?

La tassonomia, per quanto concerne la biologia, è la scienza che si occupa di definire e classificare gerarchicamente gli organismi sulla base delle loro caratteristiche condivise. Gli esseri viventi sono raggruppati in “taxa”, gruppi di organismi che rientrano nelle diverse  categorie tassonomiche (Dominio, Regno, Filo, Classe, Ordine, Famiglia, Tribù, Genere, Specie) e ai quali i tassonomi attribuiscono un preciso nome scientifico. 

Ad occuparsi dello studio della storia, del processo evolutivo e delle relazioni tra i diversi taxa è invece la filogenetica. L’evoluzione e le relazioni di discendenza tra i diversi taxa vengono rappresentate attraverso dei diagrammi detti “alberi filogenetici”. 

Tassonomia e filogenesi basano il loro lavoro sullo studio delle caratteristiche morfologiche e genetiche delle diverse specie e sono fondamentali per lo studio della biodiversità.

Cos’è la biodiversità?

Con biodiversità si intende l’insieme di tutti gli organismi viventi presenti sul nostro pianeta, (piante, animali e microrganismi), e il loro modo di interagire all’interno degli ecosistemi di cui fanno parte. 

La conservazione della biodiversità è fondamentale per la nostra vita. Siamo infatti parte di un ecosistema che, con la sua varietà di organismi e l’equilibrio delle loro interazioni, ci permette di avere a disposizione elementi indispensabili alla nostra sopravvivenza come il cibo, l’aria, l’acqua o condizioni climatiche favorevoli.

Preservare la biodiversità significa garantire agli organismi la possibilità di continuare a vivere, adattarsi ed evolversi insieme ai cambiamenti ambientali.

La conservazione della diversità naturale è realizzabile con interventi per la protezione diretta delle specie, mediante la tutela e il ripristino del territorio, del paesaggio e dell’ambiente.

La tassonomia e la filogenetica sono strumenti indispensabili per lo studio, la conservazione e la tutela della biodiversità. Ci forniscono informazioni sullo stato e sui cambiamenti di un ecosistema, un territorio e un habitat. Così facendo è possibile prevenire valutare l’impatto dei cambiamenti climatici e dell’uomo o dell’inserimento di specie aliene e mettere in atto interventi  di ripristino e conservazioni di tali ecosistemi.

Il ruolo del DNA 

Negli ultimi decenni le tecniche molecolari hanno acquisito sempre più rilevanza nello studio della tassonomia e della filogenesi. Lo sviluppo delle tecniche di sequenziamento del DNA hanno consentito di acquisire nuove conoscenze sulle diverse specie e sulle loro relazioni evolutive. Attraverso il confronto dei tratti genetici è stato possibile valutarne più accuratamente le somiglianze e le differenze, chiarendo molti aspetti incerti dei rapporti evolutivi e fornendo informazioni precise anche su organismi (come alcuni insetti, protozoi e batteri) che nonostante le loro dimensioni microscopiche, che ne rendono difficile l’identificazione e il confronto, sono essenziali per gli ecosistemi.

Il DNA barcoding ha permesso di compiere un ulteriore passo in avanti semplificando e velocizzando questa tipologia di valutazioni e permettendo la realizzazione di un database di sequenze internazionale, il BOLD (Barcode of Life Data Systems), una piattaforma informatica che permette ai ricercatori di visualizzare, interpretare e condividere i risultati ottenuti.

Nel corso degli anni  FEM2-Ambiente ha collaborato con diverse università, enti e centri di ricerca mettendo a disposizione la propria esperienza nell’utilizzo del DNA barcoding.

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