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Tracciabilità alimentare e analisi del DNA: Presentiamo il nostro lavoro a due conferenze internazionali

Nel mese di maggio nelle città di Londra e Sofia hanno avuto luogo due interessanti eventi sul tema del DNA. 

Tra il 18 e il 20 maggio si è svolta “London Calling” la conferenza annuale di Oxford Nanopore dove gli utenti di questa tecnologia di sequenziamento DNA/RNA si sono riuniti  per condividere e discutere dei propri lavori.

Dal 25 al 27 si è tenuta invece la conferenza internazionale sul DNA barcoding e la biodiversità. L’evento ha riunito esperti impegnati nello studio della biodiversità, della tassonomia e nell’implementazione di tecnologie genetiche.

FEM2-Ambiente a “London Calling”

Grazie alla presentazione di un poster dedicato allo studio del microbioma del terreno e della vite, anche noi di FEM2-Ambiente abbiamo avuto modo di condividere il nostro lavoro al “London Calling”.

Lo studio, svolto nell’ambito del progetto Pignoletto, promosso da Regione Lombardia, vuole individuare e identificare, utilizzando High Throughput Sequencing del DNA, le comunità microbiche presenti e caratterizzanti del terreno e dell’uva provenienti da diverse località del nord Italia. Questa tipologia di analisi  può costituire anche un valido strumento per la sicurezza, la sostenibilità e la tracciabilità degli alimenti, soprattutto per prodotti come il vino, dove l’origine geografica acquisisce un ruolo estremamente rilevante. Visualizza il poster

FEM2-Ambiente alla Conferenza internazionale sul DNA barcoding e la biodiversità

Durante la prima giornata del ICDBB la Dott.ssa Jessica Frigerio, del nostro team di ricerca e sviluppo, ha tenuto un intervento intitolato “The evolution of DNA barcoding for food quality, safety and traceability: cases studies from Italy”

Dopo una breve introduzione sul concetto di frode alimentare e i relativi risvolti negativi sulla qualità e la sicurezza dei prodotti agroalimentari sono state descritte alcune ricerche sul tema effettuate in collaborazione con i ricercatori dell’Università degli Studi di Milano-Bicocca. I casi studio presentati mostrano diverse metodologie genetiche applicate all’analisi di differenti tipologie di prodotto: fresco, miscelato, lavorato. Tra questi  troviamo il caso del  Palombo dove, grazie all’utilizzo del DNA barcoding è stata individuata un’etichettatura errata nel 80% dei prodotti testati.

In secondo luogo è stato descritto il caso degli estratti vegetali, prodotti che, a seguito delle lavorazioni intense, subiscono una degradazione del DNA e per il quale è stata testata la tecnica del DNA mini-barcoding. 

Infine la dott.ssa Frigerio ha raccontato il caso delle miscele utilizzate per la creazione di infusi e tisane dove la tecnica del metabarcoding è stata implementata e utilizzata con successo per individuare tutti i prodotti contenuti nelle composizioni, rintracciando anche ingredienti non riportati in etichetta. 

Infine, prima di concludere, sono stati presentati gli ultimi sviluppi riguardanti nuovi sistemi rapidi di identificazione di specie, utilizzabili anche in loco, al di fuori dei laboratori attrezzati. Un passo in avanti che potrebbe portare ad una svolta nel settore agroalimentare.  

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